Il 18 dicembre ho deciso di andare in diretta sul mio canale YouTube per fare ciò che da tempo ritenevo necessario: dare voce alle persone.

Persone che, in un momento di difficoltà economica, si sono affidate a una società che promette soluzioni rapide e indolori ai problemi di debito. Persone che oggi raccontano esperienze molto diverse da quelle prospettate in fase commerciale.
Questa diretta non nasce come uno sfogo, né come un attacco personale.
Nasce come atto di responsabilità pubblica.
Difesa del debitore ≠ “Difesa Debitori”
È fondamentale chiarirlo subito.
Il mio lavoro, dal 2007, è la difesa del debitore esecutato: assistenza reale, tecnica e legale a chi rischia di perdere la casa o è già coinvolto in procedure esecutive.
Questo non ha nulla a che vedere con modelli commerciali basati su:
- promesse generalizzate di saldo e stralcio,
- scorciatoie finanziarie,
- risultati “garantiti” su decisioni che dipendono esclusivamente dal creditore.
Il nodo centrale: la pubblicità ingannevole
Prima ancora delle testimonianze, esiste un fatto oggettivo:
un provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha sanzionato Difesa Debitori S.p.A. per pubblicità ingannevole, con una multa complessiva pari a 1 milione di euro.
Pubblicità ingannevole significa una cosa precisa:
promettere ciò che non si è in grado di garantire, soprattutto a persone in stato di fragilità economica.
Le testimonianze raccolte in diretta
Durante la live sono intervenute più persone, anche in forma anonima.
Le storie, diverse tra loro, presentano elementi ricorrenti:
- contatti iniziali aggressivi tramite social;
- promesse di riduzione drastica dei debiti;
- richiesta di somme iniziali e firma di cambiali;
- assenza di risultati concreti;
- difficoltà o impossibilità di ottenere risposte successive.
Un testimone ha raccontato di trovarsi oggi a dover pagare sia il debito originario sia le cambiali, senza che la situazione sia stata risolta.
Un altro ha riferito di essere stato contattato su Facebook, aver versato una somma iniziale e di non aver più ricevuto riscontri.
Come funziona davvero il saldo e stralcio
Qui è necessario fare chiarezza, senza slogan.
In Italia non esiste alcun meccanismo automatico che consenta di pagare meno un debito se non a seguito di:
- insolvenza,
- segnalazione come cattivo pagatore,
- contenzioso reale con il creditore.
Il creditore è l’unico soggetto che decide se, quando e a quali condizioni accettare un saldo a stralcio.
Chi promette il contrario non dice la verità.
Perché il confronto pubblico è stato rifiutato
Durante la diretta ho ribadito un invito formale a un confronto pubblico e trasparente, offrendo anche la copertura totale delle spese di partecipazione.
L’invito è stato rifiutato.
Al suo posto, continuano a emergere azioni legali e richieste di risarcimento nei confronti di chi racconta pubblicamente la propria esperienza.
L’obiettivo
L’obiettivo non è la vendetta.
Non è la gogna.
Non è il clamore.
È la tutela delle persone.
Quando un modello di business si regge sull’ignoranza finanziaria, sulla paura e sul silenzio, l’unico strumento efficace è la trasparenza.
Chi è in difficoltà economica ha diritto a:
- informazioni corrette,
- aspettative realistiche,
- assistenza vera.
Questa battaglia continuerà finché sarà necessario.